Dal Nido alla Scuola Materna: Come Comportarsi?

Un Passaggio Evolutivo Importante Ma Stressante (per i Genitori, Soprattutto)

Giornata tranquilla in ufficio. Molti colleghi sono ancora in vacanza e tutto scorre in maniera lenta e quasi surreale. La temperatura é piacevole, c’é un leggero venticello e sento gli uccellini canticchiare nel boschetto di fronte il mio ufficio. É quasi l’ora di pranzo, peró, quando un messaggio di mia moglie su Whatsapp guasta questa quieta e pacifica mattinata di sole di fine agosto.

Mi chiede: « Quindi il CPE é aperto martedí? prima che la scuola inizi mercoledí? Sto cercando su carte e email ma non trovo nulla! ». Non rispondo. Non so cosa rispondere. Inizio a pensare e a pormi domande «caspita, siamo giá a martedí, ma che giorno é?…(guardo il calendario) siamo giá al 27 di agosto? Caspita.” “mmmhhh” “e il CPE? Boh, non so…mmmhhh ».

Nel frattempo Whatsapp continua a inviarmi notifiche a raffica. Sono messaggi di mia moglie che mi invia screenshots di email ricevute dalla Scuola Europea negli ultimi mesi. E mi invia altre domande a cui non rispondo. A cui non so rispondere. E mi invia risposte alle sue stesse domande, a cui io non ho risposto.

Finalmente arriva una domanda alla quale so dare una risposta: «Ma Sam, inizia la Seconda o la Prima alla materna?». Rispondo che inizia la Prima. Almeno questa la sapevo.

Vi spiego. L’educazione primaria del sistema scolastico a Lussemburgo prevede quattro cicli, in totale dall’etá di 4 fino agli 11 anni. I bambini possono stare a casa o frequentare un asilo nido fino ai 4 anni. In realtá, i bambini tra i 3 e i 4 anni potrebbero anche frequentare quella che qui chiamano la précoce.

Dal Nido alla Scuola Materna: Come Comportarsi?

Sam non l’ha frequentata perché l’anno scorso non c’erano posti disponibili alle précoce presso la Scuola Europea. Non valeva la pena fargli frequentare quell’anno in un’altra scuola per poi tornare alla Scuola Europea per la materna. E inoltre anche perché eravamo, e siamo, tutti molto contenti dell’asilo nido dove va Sam.

Da Roma a Lussemburgo

Il mio omino ha iniziato il nido a Roma, quando aveva 9 mesi, quasi 10. Olivia ha iniziato anche prima, all’etá di 8 mesi. Dopo circa un anno e mezzo a Roma, Sam si é trasferito alla créche (il nido) qui a Lussemburgo. E venerdí, fra tre giorni, si chiuderá anche quest’altro ciclo. Dopo due anni esatti.

Entrambe le esperienze, quella italiana e quella lussemburghese, sono state molto positive. Sam é un bambino socievole, simpatico, pieno di energie, indipendente e autonomo, molto dolce e, a detta non solo di noi genitori, anche molto carismatico. Si é integrato bene in entrambe i nidi. É sempre stato esposto a contesti internazionali, con bambini e bambine di mezzo mondo. Qui a Lussemburgo si é tranquillamente adattato, sin dall’inizio, anche alla nuova lingua: il francese. Il fatto che io non ricordi esserci mai stato un giorno in cui Sam non ha voluto andare al nido, é indicativo. Lui il nido lo chiama « l’ufficio ».

Nonostante sia un bambino che ha giá viaggiato molto e che fa tante cose nella vita di tutti i giorni, é comunque una personcina a cui piace avere la sua routine. Come per noi adulti, anche Sam adora avere la sua comfort zone.

Certo si adatta ai cambiamenti, perché lo stiamo abituando a ció, ma é particolatmente legato a certe cose. A certi valori, a prescindere che siano valori materiali o umani. Il suo « ufficio », le sue maestre (Karima in particolare) e i suoi amici sono molto importanti per lui.

Iniziamo La Scuola Materna

La settimana prossima inizia un nuovo ciclo per Sam. Un ciclo di vita ma anche un ciclo evolutivo importante. Anche per noi genitori inizia una nuova fase, e anche per noi importante. Sam inizia la scuola materna, la maternelle. Nuove maestre, nuovi amici, nuovi spazi, nuovi orari.

Secondo alcuni miei amici e colleghi, le preoccupazioni maggiori legate a questa nuova fase della vita, sembrano essere quasi puramente di carattere logistico e organizzativo: la distanza della nuova scuola, i mezzi di trasporto, il parcheggio, le attivitá pomeridiane, la merenda, et cetera. Ovviamente questi fattori li considero anche io, ma non sono la mia prioritá.

Io e mia moglie non siamo molto (o troppo) preoccupati e stressati per il fatto che Sam stia iniziando una nuova scuola e che debba lasciare il suo tanto amato «ufficio». Sappiamo che Sam non avrá problemi e che comunque gli saremo vicino, qualora qualche problema dovesse emergere. Sappiamo che é un passaggio importante.

Spesso sono proprio i genitori a percepire il passaggio dal nido alla scuola materna come un qualcosa di stressante e preoccupante. A parte gli scombussolamenti logistici di cui parlavo sopra, che talvolta possono causare disagi, non lo nego, le questioni piú destabilizanti per molti genitori sono anche altre. Rigidità degli orari, il rapporto numerico tra bambini e insegnanti che aumenta, le classi miste per fasce d’etá. E forse altro.

Cosa Dobbiamo Fare Noi Genitori?

Come prepararci e come preparare i nostri piccoli al grande evento: l’inizio delle scuola materna? Ecco qui di seguito un breve elenco di consigli sul da farsi:

Stiamo Tranquilli

Se con l’avvicinarsi dell’inizio della scuola materna, i primi a essere agitati e preocuppati siamo noi genitori, come potrá il nostro bambino essere tranquillo e spensierato? Non trasmettiamo ansia e stress. Rilassiamoci, rendiamoci conto che iniziare la scuola materna non é la fine del mondo…e che ci siamo passati tutti! Affronteremo, e i nostri figli con noi, cose piú difficili nella vita! Relax.

Fidiamoci delle maestre

Tanto di cappello e tutto il mio rispetto per maestre, maestri e insegnanti di tutte le scuole. É un lavoro difficile e importante. Loro sono preparate, hanno le competenze e sanno quello che devono fare con dei bambini in quella particolare fase del loro sviluppo. Conoscono i loro bisogni e le problematiche legate a dei piccoli esseri umani di 4 o 5 anni. Non intromettiamoci e lasciamo fare a loro il loro lavoro.

Prepariamo i nostri bambini

Lasciare il nido e iniziare una nuova scuola non deve essere una sorpresa. Non dobbiamo avere paura di parlarne ai nostri figli con un certo anticipo. Giá da mesi ho detto a Sam che dovrá lasciare il suo «ufficio» attuale che é per babies per poi andare alla scuola dei «big boys”. Gli ho fatto vedere piú volte la sede della sua nuova scuola materna (dove sará il mattino) e anche la CPE/garderie (Centre Polyvalent de l’Enfance) pomeridiana. Prepariamoli psicologicamente (e in maniera positiva!). E prepariamoci.

Non portiamo in braccio i nostri piccoli

I primi giorni di scuola materna saranno senza dubbio intensi per il bambino, questo non lo si puó negare. Probabilmente al momento dell’arrivo all’asilo la mattina, nostro figlio non sará felicissimo di lasciarci andare.

Portarlo in braccio in quegli ultimi metri fino al fatidico portone, non è una buona idea. E’ provato. Accompagnarlo all’ingresso della scuola camminando mano per mano è preferibile. Il forte senso di sicurezza trasmesso al bambino dalle nostre braccia renderebbe il distacco ancora più traumatico. Consiglio un pò cinico, ma pare che funzioni.

Siamo decisi, sorridenti e risoluti…e onesti

Come detto, sarebbe auspicabile che noi genitori non fossimo stressati o preoccupati per il “grande” passaggio del nostro piccolo dal nido alla scuola materna. Comunque, qualora lo fossimo, non facciamoglielo notare. Quando li lasciamo la mattina sull’ ingresso della scuola, non soffermiamoci troppo, non piangiamo (qualcuno penserà che sia un esagerazione…ma ho visto genitori piangere duranti gli inserimenti al nido), non siamo tristi e non tentenniamo.

Al contrario, al drop-off dobbiamo rassicurarli, sorridere, ed essere veloci. In una parola: risoluti. Non scappiamo furtivamente ma non restiamo li impalati e mesti per troppo tempo.

Ultima cosa, dobbiamo essere onesti: non diciamo ai nostri bambini che torneremo dopo dieci minuti. Non è vero, bugia. Sono piccoli ma non stupidi. E inoltre non insegnamogli a mentire (già da ora). Che tristezza.

Teniamo d’occhio logistica e burocrazia

Beh, è vero che l’impatto logistico e la burocrazia legati al passaggio dal nido alla scuola materna non devono essere la principale priorità per noi genitori in questo periodo. Ci sono cose più importanti e di concetto su cui lavorare, come abbiamo visto.

Ma è anche vero che se non ci organizziamo per tempo, logistica e burocrazia last minute possono ulteriormente aggravare il sovraccarico emotivo di questi giorni.

Evitiamo anche questo ai nostri figli. Evitiamo che vedano genitori stressati e impazziti che corrono a comprare zainetti, porta merende, stivaletti da pioggia, impermeabili, grembiulini da pittura…..et cetera, et cetera…o che stampano, firmano e scannerizzano moduli freneticamente. Facciamo tutto ciò per tempo. E non due giorni prima che inizi la scuola. O a scuola iniziata, che è peggio.

Classe in una scuola materna

Concludo dicendo che Sam è il primo dei miei figli e che quindi anche per me la settimana prossima inizia qualcosa di nuovo. Seguirò io stesso i consigli menzionati in questo mio articolo. Chi può saperlo, magari andrò nel pallone anche io e sarò stressato e ossessionato. Spero di non tramutarmi in colui che predica bene e razzola male. Staremo a vedere.

E voi cosa ne pensate? Concordate con quanto sopra? Chi è più stressato tra genitori e bambini quando si passa dal nido alla materna?

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