Cresce il Vocabolario: Mangiare

Vocabolario

Come la quasi totalità dei bambini, la prima parola che Sam ha pronunciato, qualche mese fa, è stata “mamma”. Per qualche settimana si è concentrato esclusivamente su quella parola: “mamma”, “mamma mamma”…”mamma, mamma, mamma…”.

Dopo la visita a Roma del nonno materno, che è messicano, Sam ha iniziato a pronunciare “…a la calle, a la calle”. Calle in spagnolo significa letteralmente “strada”. E ancora oggi, quando Sam ha voglia di uscire di casa, si dirige verso la porta o verso il passeggino, e dice appunto “a la calle”…ossia: usciamo, andiamo fuori. E lo fa con tono molto esortativo.

A un papà fa immenso piacere che il proprio bambino inizi a parlare, usando sia parole reali sia termini di una lingua sconosciuta. L’importante è comunicare e sviluppare le capacità comunicative. Però c’è anche da dire che un papà aspetta sempre con ansia il giorno in cui ascolterà per la prima volta pronunciare il fatidico “papà”!.

Beh, Samuelino ha preferito farmi aspettare un pò nonostante le mie pressioni psicologiche 🙂 e ancor prima di pronunciare la parola “papà” ha pensato bene di iniziare con “mamma” e “a la calle” appunto, poi con “ciao”, “bye bye”, “cacca” (un’altro termine gettonatissimo) e persino con “grazie”.

In realtà il fatto che Sam abbia da così presto capito il significato del termine “grazie” ci ha reso molto orgogliosi. E’ una parola molto importante che lui già usa in maniera appropriata. Dice “grazie” quando qualcuno gli da qualcosa o quando qualcuno fa qualcosa per lui. E’ molto dolce quando ringrazia. Di una dolcezza infinita.

Purtroppo tanti adulti spesso dimenticano o ignorano l’uso della parola “grazie”. Quindi bravo Sam, continua così. Sei un bambino speciale.

Tornando al papà, finalmente quel giorno è arrivato, il fatidico giorno. Qualche settimana fa. Non dimenticherò mai quel momento quando Sam ha chiaramente scandito la parola “papà”. E io a mia moglie: “Ha detto papà?!”. “Yes, he said papà!”

Ieri mattina una nuova parola si è aggiunta al vocabolario del piccolo Sam. Altra parola importante, vitale. “Mangiare”.

In questa casa sono io l’addetto alla colazione di Sam. Quando lui si/ci sveglia, rimaniamo tutti un pò a letto per qualche minuto, lo spupazziamo un pò, lui fa il cavalluccio sopra la mia pancia e poi scende dal letto. Quando ancora la stanza è buia, lui va verso il comodino, cerca di prendere il mio iPhone, io glielo tolgo dalle mani e poi lui va verso la porta, mi aspetta, si volta verso di me, tira su il ditino e mi indica la via della cucina. Quello è il messaggio che significa “andiamo a fare colazione, fame…”. Io mi tiro su, gli prendo la manina e andiamo in cucina. Seggiolone, bavaglino, frigorifero, latte, yogurt, cereali, banana. Colazione.

Ieri mattina sono stato un pò più lento del solito a tirarmi su e prendere Sam per mano. Sam insisteva col ditino e io gli dicevo “Sam, è presto…aspetta almeno che suoni la sveglia…è ancora buio. Torna a letto”. Ma lui non era d’accordo. Era ora di iniziare un nuovo giorno. E così dopo aver tirato su il ditino tre o quattro volte, avere emesso suoni indecifrabili ma cordiali, senza urlare…ha candidamente detto: “mangiare!”. A quel punto il messaggio era più che chiaro. E io “si si, Sam. Mangiare…mangiare”. E mia moglie “He said mangiare?!”. “Yes, he did say mangiare!”. Una nuova parola da aggiungere al vocabolario. Bene! Ottimo! Bravo Sam, hai capito presto: mangiare!

 

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