I Blog Esistono Ancora e Ci Sono anche i Blogger Papà

Blogging

Nel 2005 ho vissuto e viaggiato in Australia per un anno circa. Successivamente ho passato qualche altro mese tra Thailandia e Medio Oriente. In quel periodo ho fatto delle esperienze uniche, ho visto posti fantastici e conosciuto gente interessantissima. Proprio in quell’anno, durante quell’incredibile e irripetibile esperienza, ho scritto il mio primo blog.

Ritenevo che tutto quello che stavo vivendo in quel tempo meritasse di essere condiviso con amici, familiari, conoscenti e con un numero sempre crescente di sconosciuti lettori. Con molti di quei lettori ho in realtà stabilito un rapporto di amicizia a distanza che dura fino a oggi. Bloggare ed essere diventato parte dell’allora blogosfera italiana fu entusiasmante. Era uno spaccato di società che ferveva con tanti blog personali e con tanti blogger scalpitanti. Era una periodo in cui si parlava molto di blog e podcast ma ancora pochissimo di social network. La gente scriveva post e altra gente leggeva, si interagiva molto. Non si aggiornavano status come oggi su Facebook, non si cinguettava come oggi su Twitter e così via.

Il mio primo blog mi ha dato delle discrete soddisfazioni e, tra le tante, devo ammettere che l’arricchimento umano era stato l’aspetto principale. Conoscere persone, condividere opinioni, “ascoltare” cosa veniva scritto e detto, scambiarsi qualcosa. Comunicare e accrescere il mio network personale sono stati i fattori più appaganti della mia “carriera” da blogger. La comunicazione era a una svolta in quegli anni. Quella svolta, quel cambiamento, che è poi definitivamente arrivata di lì a poco, con l’avvento dei social network.

A seguito del mio primo blog ce ne sono stati altri negli anni. Alcuni di quei blog hanno avuto un carattere meno personale del primo e sono stati più focalizzati su interessi specifici che nutrivo: il vino, le relazioni internazionali, ed altro. Tuttavia quei blog non hanno avuto un grande seguito soprattutto a causa dei miei impegni lavorativi e di quelli familiari ma ancora di più a causa della mia scarsa motivazione e ispirazione e dal generale disinteresse verso i blog che si riscontrava in quegli anni.

Oggi riprendo a bloggare. L’obiettivo principale, come ho scritto nella pagina di presentazione di Finalmente papà – Il blog di un papà e del suo bambino, è quello di creare un diario che racconti la vita di mio figlio, Samuel. Lo scopo è quello di raccontare i particolari della sua vita, della nostra vita insieme, quei dettagli che non si immortalano in una foto o in un video sul nostro iPhone, e che altrimenti potrebbero essere dimenticati. E comunque il fine ultimo è quello, un giorno quando Samuel sarà grande, di sorprenderlo, rivelandogli questo blog e facendogli un regalo: la cronistoria della sua vita e di quelli che noi genitori abbiamo fatto per e con lui.

Da qualche tempo mi chiedevo se esistessero ancora i blog ovvero se fossero diventati uno strumento obsoleto e superato oppure no. Mi sono anche chiesto se ci fossero blog di papà che parlassero dei loro figli e di quell’universo a se stante che è la paternità. Ed ebbene si: i blog ci sono ancora e di papà blogger ne ho trovati diversi. Questo mi conforta. Troppo spesso infatti la nascita di un figlio e la sua crescita vengono descritti dal punto di vista semi-esclusivo della mamma. E tutti sappiamo quanto diverso il punto di visto delle mamma può essere dal punto di vista dei papà.

Googlando semplicemente “blog papà” ho trovato un articolo dell’Huffington Post che faceva esattamente al caso mio: 10 papà blogger da seguire. Chi l’ha detto che ci sono solo le mamme?

L’articolo presenta una selezione di 10 blog/progetti di papà che raccontano a modo loro la paternità e la vita quotidiana nelle vesti di padri. Sebbene nel post dell’Huffington ci sia una breve descrizione per ogni blog, non ho potuto fare a meno di visitarli tutti e spulciare un pò. L’articolo è di settembre 2015, un anno fa circa, e c’è da dire che purtroppo un paio dei blog menzionati sembrano essere fermi già da qualche tempo. Lo capisco benissimo dato che, come ho detto in precedenza, è successo anche a me in passato di rallentare o anche completamente interrompere la scrittura di un blog.

La nota positiva del resto è che su 10 blog, 8 sono vivi e vegeti, attivissimi e aggiornatissimi. Sono blog molto diversi fra loro, sebbene il comun denominatore sia lo stesso. Alcuni sono blog prettamente personali, altri sono più elaborati, mentre un paio sono dei veri e propri progetti, quasi comunità, che coinvolgono più di un papà.

Vita da Papà – Blog di un papà imperfetto, PapoLuca – un blog, un papà… tanti papà, Zio Burp – Il blog di Cristiano Callegari: copy, musico, blogger, babbo, Diventare genitori – Anche i papà hanno il pancione e Stratobabbo sono blog personali nel senso più tradizionale del termine.

Mo te lo spiego a papà è di più di un semplice blog personale. L’autore è un giornalista oltre che blogger ed anche autore di un libro.

Professione papà invece è un vero e proprio progetto di un pedagogista e formatore “…che intende promuovere una cultura della paternità…”.

Infine, ma assolutamente non ultimo in quanto a importanza, c’è SuperPapà che è un progetto lanciato nel 2010 in cui sono coinvolti tanti papà. Il loro “…intento è quello di rivalutare la figura del Padre, parlare di paternità in rete…”. Come dicevo, Superpapà è più di un blog bensì una community molto attiva in rete e nei social network.

Che altro aggiungere, niente in realtà. Sicuramente continuerò a seguire i blog menzionati in questo post e sono sicuro che girovagando in rete ne troverò anche altri.

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