Papà con figlio

Papà Moderni e Figli, tra Voglia di Fare e Sfide

I Papà di Oggi Spendono Molto Più Tempo con i Figli…Ma Non è Sempre Facile

Lo scorso sabato eravamo a una festa di compleanno di uno dei migliori amici di Sam. Unto, cosí si chiama il bambino, é finlandese e ha compiuto 4 anni. I genitori di Unto sono entrambi finlandesi. Sono biondi, dai denti bianchissimi, molto sportivi e socievoli. Sono una coppia molto moderna. Lo si vede. Sono moderni per i ruoli che hanno come genitori, nel modo in cui stanno educando i due figli (c’é anche una sorellina di 1 anno), nel modo di vestire, e nell’uso che fanno della tecnologia.

E sono anche delle persone super eco-friendly. Non hanno una macchina, per scelta. Si muovono solo con mezzi pubblici, bici e a piedi (spesso andando di corsa e indossando materiale tecnico). Io non mi ritengo affatto un padre all’antica, ma non credo di essere tanto moderno quanto loro.

Alla festa di compleanno c’erano una decina di bambini con rispettivi genitori. Quasi tutti europei ma di vari paesi. Finlandesi, italiani, francesi, olandesi, portoghesi, estoni, belgi, rumeni, un paio di americani e una canadese (mia moglie). Tutti professionisti che parlano varie lingue e che hanno vissutto in diversi paesi. Si parlava, si beveva crèmant e si tenevano d’occhio le belve. Una festa piacevole, ma come tante altre.

Papà Moderni e Figli - Chi Siamo

I bambini piú piccoli giocavano pacificamente su una coperta da picnic sul prato. I piú grandi invece si rincorrevano, urlavano, ridevano e litigivano in giardino e sulla terrezza adiacente. Lo zucchero iniziava a entrare in circolazione e i suoi effetti eccitanti si iniziavano a notare.

Modi di Dire e Frasi Fatte

A un certo punto ho visto Sam bisticciare con Eva, una sua amichetta. Sam giocava con un camion dei pompieri e apparentemente Eva voleva prenderlo e giocarci lei. Si litigavano il camion. Uno lo tirava da un lato e l’altro lo tirava dall’altro. Tutto qui. Li ho osservati, ho sorriso e ho continuato a sorseggiare il mio crèmant, fresco e con tante bollicine.

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Dal Nido alla Scuola Materna: Come Comportarsi?

Un Passaggio Evolutivo Importante Ma Stressante (per i Genitori, Soprattutto)

Giornata tranquilla in ufficio. Molti colleghi sono ancora in vacanza e tutto scorre in maniera lenta e quasi surreale. La temperatura é piacevole, c’é un leggero venticello e sento gli uccellini canticchiare nel boschetto di fronte il mio ufficio. É quasi l’ora di pranzo, peró, quando un messaggio di mia moglie su Whatsapp guasta questa quieta e pacifica mattinata di sole di fine agosto.

Mi chiede: « Quindi il CPE é aperto martedí? prima che la scuola inizi mercoledí? Sto cercando su carte e email ma non trovo nulla! ». Non rispondo. Non so cosa rispondere. Inizio a pensare e a pormi domande «caspita, siamo giá a martedí, ma che giorno é?…(guardo il calendario) siamo giá al 27 di agosto? Caspita.” “mmmhhh” “e il CPE? Boh, non so…mmmhhh ».

Nel frattempo Whatsapp continua a inviarmi notifiche a raffica. Sono messaggi di mia moglie che mi invia screenshots di email ricevute dalla Scuola Europea negli ultimi mesi. E mi invia altre domande a cui non rispondo. A cui non so rispondere. E mi invia risposte alle sue stesse domande, a cui io non ho risposto.

Finalmente arriva una domanda alla quale so dare una risposta: «Ma Sam, inizia la Seconda o la Prima alla materna?». Rispondo che inizia la Prima. Almeno questa la sapevo.

Vi spiego. L’educazione primaria del sistema scolastico a Lussemburgo prevede quattro cicli, in totale dall’etá di 4 fino agli 11 anni. I bambini possono stare a casa o frequentare un asilo nido fino ai 4 anni. In realtá, i bambini tra i 3 e i 4 anni potrebbero anche frequentare quella che qui chiamano la précoce.

Dal Nido alla Scuola Materna: Come Comportarsi?

Sam non l’ha frequentata perché l’anno scorso non c’erano posti disponibili alle précoce presso la Scuola Europea. Non valeva la pena fargli frequentare quell’anno in un’altra scuola per poi tornare alla Scuola Europea per la materna. E inoltre anche perché eravamo, e siamo, tutti molto contenti dell’asilo nido dove va Sam.

Da Roma a Lussemburgo

Il mio omino ha iniziato il nido a Roma, quando aveva 9 mesi, quasi 10. Olivia ha iniziato anche prima, all’etá di 8 mesi. Dopo circa un anno e mezzo a Roma, Sam si é trasferito alla créche (il nido) qui a Lussemburgo. E venerdí, fra tre giorni, si chiuderá anche quest’altro ciclo. Dopo due anni esatti.

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Come Gestire i Soldi in Famiglia

Amministrare le Finanze in Casa Senza Litigare col Tuo Partner

Mamma e Olivia sono tornate ieri sera tardi da Ginevra. Dopo essere rientrate domenica sera dall’Inghilterra, dove tutti insieme abbiamo trascorso il weekend lungo di Ferragosto, lunedí pomeriggio le mie due donne di casa erano giá in volo per la cittá svizzera. Mamma va spesso fuori per lavoro, e Olivia l’accompagna a volte. Altrimenti resta a casa with « the guys ».

Abbiamo amici a Ginevra, ed é relativamente semplice organizzarci con Olivia. Viaggiare per lavoro con una bambina di dieci mesi resta comunque « un’impresa » non da poco. Questo viaggio é stato particolarmente stancante per Mamma, e credo che sará l’ultima volta che Olivia va con lei durante un business trip. Ieri sera erano entrambe stanchissime.

Sam fa sempre il simpaticone quando la Mamma e la sorellina sono fuori per qualche giorno, « Papá e Sam, party party !! », dice lui. Peró in realtá é triste quando Mamma e Olivia sono via. Per compensare la sua malinconia, gli concedo qualche extra in quei giorni. Gli permetto di vedere la tv piú del normale, di mangiare qualcosina spaparanzato sul divano, di giocare piú a lungo nella vasca da bagno la sera, di leggere piú libri a letto….e in sostanza di andare a dormire un pó piú tardi del normale. Mezz’oretta o giú di lí.

Questa mattina regnava il silenzio in casa. Nessuno aveva intenzione di svegliarsi. Tutto erano stanchi, tranne me. E questo, neanche a dirlo, é il mio scenario preferito al mattino. Avere quasi un’ora tutta per me é un lusso senza prezzo.

Avere il tempo di leggere qualcosa di interessante, di fare mente locale, di pianificare e di organizzare la giornata, sono le cose che mi rendono felice quando sono solo la mattina presto.

Questa mattina, mentre sorseggiavo il caffé, ho trovato un articolo interessante del Financial Times sul come gestire le finanze in famiglia. In particolare si riferiva alle diverse modalitá con cui una coppia dovrebbe o potrebbe amministrare entrate e uscite di denaro. Argomento che io e mia moglie abbiamo affrontato nel dettaglio proprio recentemente.

La giornalista inizia ponendosi una domanda: all’interno di una coppia, quanto consapevoli sono i due partner della gestione dei soldi da parte dell’altro? Bella domanda in effetti, che sicuramente puó generate svariate risposte.

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Bambini, Sviluppo e Capacità Motorie: Meglio Scalzi o con le Scarpe?

La mia nipotina Chiara, che ha sei anni, resta sempre sorpresa nel vedere me e Sam girare scalzi ovunque. Un pó ci invidia. Difatti appena puó tira via le scarpe anche lei, per la gioia (si fa per dire) di mia sorella.

In realtá io sono cresciuto con la convinzione che « a piedi scalzi non si va ». Questo mi dicevano mamma e papá. Ma era quello che dicevano tutti: nonni, parenti e amici. Anche le maestre a scuola, ricordo. Lo dicevano a noi bambini di allora. O con le scarpe o con le ciabatte, ma scalzi non si andava. Non si poteva e non si doveva. Pare che non facesse bene. Non so esattamente a cosa, ma pare che non facesse bene. Era cosí. E basta.

Poi un giorno sbarcai in Australia, a quasi trent’anni, e mi accorsi che era cosí bello andare in giro scalzo. Tutti, o quasi tutti, andavano senza scarpe nella zona di Sidney dove abitavo.

Io giravo scalzo per casa. Andavo scalzo da casa verso la spiaggia. Uscivo di casa scalzo anche per controllare la posta. Qualche volta penso di essere andato senza scarpe anche a fare la spesa. E piano piano estesi il mio limite entro il quale mi concedevo di camminare in maniera naturale e comoda. Ancora oggi cerco di portare le scarpe il meno possibile.

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Il Trauma del Rientro dalle Vacanze per i Più Piccoli

Questa mattina eravamo in macchina. Intorno alle 8:10, io e Sam, diretti verso i rispettivi uffici. Perchè Sam chiama cosí il suo asilo nido : l’“ufficio”. Invece Olivia era già stata trasportata al suo di “ufficio”. Insolitamente silenziosi entrambi, sia io sia Sam.

Il tempo questa mattina era migliore rispetto a quello di ieri. Certo non sembrava una mattina di agosto come quelle a cui siamo abituati in Italia. Il sole si nascondeva fra le nuvole basse, grigio scure, nerastre, e la temperatura era abbastanza bassa. Probabilmente intorno ai 17 o 18 gradi. Non di più.

Sam sussurra qualcosa, che non capisco. Mi volto, mentre continuo a guidare tra le strade vuote e alberate di Lussemburgo, e lo guardo. Osserva fuori, sguardo verso l’ alto, sguardo un pò perso, serio. Malinconico. E mi dice: “I want to go back to my house con piscina in Skiathos. I miss Skiathos. Why there was little rain in Skiathos and many rain in Lussemburgo?” e io gli rispondo “Anche io vorrei tornare in Grecia in vacanza, in piscina, al mare. I miss it” e Sam “I miss it also“.

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Quando Si Fa Male Tuo Figlio

Ieri sera Sam si é fatto male a un piede, quello sinistro, forse una storta. O forse solo una forte botta. Saltando giú dal letto deve aver messo male il piede a terra. Di solito quando si fa male non piange, o comunque non piange molto. Ma ieri sera deve essersi fatto molto male, seriamente. L’ho controllato e non sembrava una frattura. Poi si é calmato, abbiamo letto un paio di libri ed é andato a letto.

La mattina seguente, appena sveglio, Sam é corso lungo il corridoio, zoppicando un pó. In quel momento non ho pensato alla caduta della sera prima. Dopo colazione peró, mentre cercavo di prepararlo e vestirlo, ho notato che aveva ancora fastidio al piede. Zoppicava vistosamente. Trascinava il piede e non camminava bene. Peró non si lamentava. Solo sul momento di uscire di casa, ho pensato al piccolo incidente della sera prima. Continua a leggere

Come Restare in Forma da Papá

Natalia si era organizzata con un’amica, mamma di una compagna di nido di Sam, per andare tutti insieme in piscina questa mattina. Anche loro, come noi, hanno un bebé: Stefano, di quattro mesi. Alla fine il piano per andare in piscina é saltato e abbiamo optato per visitare un mercatino natalizio (e si, qui iniziano presto) della Croce Rossa lussemburghese.

Ovviamente Natalia mi aveva chiesto se fossi d’accordo sull’andare in piscina e le avevo risposto che per me andava bene. Avevo accettato piú che altro perché se non lo avessi fatto, mi avrebbe accusato di essere quello che non vuole mai andarci. Premetto che non é vero che non voglio andare in piscina (anzi), sebbene statistiche alla mano Sam si sia ammalato (e si ammala pochissimo, thank God) ogni volta che ci siamo andati qui a Lussemburgo. Continua a leggere

Sonno, Questioni di Coppia e Qualche Consiglio

Il mercoledí é tradizionalmente il giorno della settimana in cui sono piú stanco. I mercoledí iniziano sempre un pó piú presto degli altri giorni in quanto ho il corso di francese la mattina: alle 0830, a voler essere precisi. Il professore é un tizio pignolo e a me piace essere puntuale. Anzi a me piace essere sempre in netto anticipo, cosí che finisco per arrivare in classe alle 8 o massimo alle 0810.

Di conseguenza i mercoledí mattina tutto si svolge una trentina di minuti prima del solito…la mia sveglia e quella di Sam, la doccia, la colazione, l’arrivo al nido. E tutto si fa in fretta e furia, e a ritmi serrati. Come nella vita di un cadetto d’accademia. Continua a leggere

Citazione

Mia Figlia Come Berlusconi

“Nostra figlia sembra Berlusconi: faccia da vecchia, capelli scuri, sottili e un pó unti, stesso taglio, stessa forma del viso e stesso colorito”.

Per i posteri, affinché mia figlia Olivia un giorno sappia cosa pensava sua madre (mia moglie) in merito all’aspetto della sua piccola pelosetta. Io mi dissocio. Qui lo dico e qui lo confermo. Papá

Un Sabato Mattina all’IKEA

Andare all’Ikea e a Decathlon il sabato mattina con un bambino di 3 anni (a cui é nata da tre settimane la sorellina…con tutte le immaginabili e note conseguenze sulla psiche del bambino stesso: gelosia, bisogno di attenzioni, isterismo, ecc) puó sembrare insano ma l’ho fatto due giorni fa. Sono sempre stato un risk-taker e questa volta ho voluto rischiare ancora. Invece di portare Sam al parco, come al solito il sabato mattina, a correre col suo monopattino, ad arrampicarsi su qualche castello di legno o a venir giú da uno scivolo, ho deciso di portarlo da Ikea (e poi da Decathlon). Sam é un bravo bambino ma il rischio che si annoiasse e che facesse il monello era alto. Continua a leggere

Un Paio di Cose su Lussemburgo

Lussemburgo é la cittá dove viviamo e dove é nata Olivia. Lussemburgo é uno di quei posti dove poche persone immaginano e pensano lontanamente di viverci un giorno. Quando si sogna di fare l’espatriato solitamente si pensa a Londra, a New York, a Berlino, a Barcellona, a Dublino o a posti piú esotici e perché no, talvolta, avventurosi. É piuttosto raro trovare qualcuno che aspiri a venire a lavorare a Lussumburgo (“Dove?!”….appunto!). Anche perché molti non sanno nenche dove si trova il Granducato mentre altri lo confondono col Liechtenstein o altri ancora lo scambiano per una regione tedesca, tipo la Baviera, la Sassonia e cosí via. Continua a leggere

Porgere l’altra guancia. No grazie.

 

Trovo che insegnare a un figlio a come rispettare gli altri, a come usare la propria forza, a come pesare le sue parole, a come gestire il suo comportamento, a come porsi nei confronti della violenza, a come difendersi se attaccato e a come astenersi dall’offendere gli altri, siano tra gli aspetti piú complicati, complessi e controversi dell’educazione di un figlio da parte di un padre. Continua a leggere

Finalmente Papá Bis

Olivia é nata due settimane fa. Sta benissimo e, come per tutti i neonati, la sua vita per il momento ruota intorno a tre principi cardini: pappa, cacca e nanna. La mamma sta bene e anche Sam sta bene. Pure io sto bene. Stiamo tutti bene. Ci si abitua all’essere in quattro, si aggiusta e setta la vita intorno a questa nuova creaturina. Anche Sam si sta abituando all’idea che ora é un big brother, un fratellone, di una sorellina moretta e pelosetta. Che non ha denti e che piange quando vuole il milk, milk. Continua a leggere